ARTICOLI DA GIORNALI E RIVISTE

 

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Il celebre settimanale "TV Sorrisi & Canzoni" pubblicò un bell'articolo anche sul numero 4 del 1980 (scritto da Paolo Cucco, lo stesso autore dell'articolo apparso sul numero 51 del 1978 dello stesso settimanale).
L'articolo è sui robot in generale, in particolare si voleva parlare degli studios della Toei, e della grande fabbrica nella "Città del giocattolo" il luogo dove era attiva la più grossa industria di giocattoli-robot. Tanto per indederci dove nascevano i robottoni oggi chiamati "Plasticoni", e mito di molti collezionisti.

L'articolo, che dedica ben 6 pagine ai  cartoni animati,  ricorda da vicino quello pubblicato su Topolino n.1273, riportando parecchi degli errori e dei luoghi comuni che accompagnavano l'animazione giapponese.
Ricompare ad esempio il mito dell'incredibile calcolatore che fa tutto da solo:
"...Una volta pazienti disegnatori dovevano preparare fotogramma per fotogramma, per dare la sensazione che, ad esempio, un personaggio girasse la testa da sinistra verso destra. Ora questo lavoro è stato memorizzato dal cervello elettronico cui basta dare il segnale nel codice giusto per ottenere la sequenza completa del movimento, è naturalmente un grandissimo risparmio di tempo;..."

L'articolo continua in modo molto critico, dicendo che i cartoni giapponesi sono poco espressivi e statici...
Altra critica mossa al mercato giapponese è quella di creare cartoni animati solo per vendere poi i robottini giocattolo (cosa in parte vera, ma non certo fondamentale), e qui racconta qualche aneddoto su questa grande fabbrica di giocattoli, chissà poi se le informazioni sono completamente verificate o frutto delle solite mezze verità.

 

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Le prime quattro pagine dell'articolo

 

La seconda parte dell'articolo cerca, invece, di ripercorrere la storia del cartone animato in generale, parlando però sopratutto delle produzioni americane (probabilmente le informazioni in fatto di animazione giapponese erano ancora molto scarse). Particolare però il fatto che le immagini utilizzate siano tutte di materiale giapponese.
In particolare la bella immagine del Grande Mazinga  è quella che troviamo spesso in molte pubblicazioni (ad esempio nel libro "Io il Grande Mazinger" della Fabbri )e in un bellissimo poster (grande quasi un metro!) che veniva regalato in allegato al giornalino de "Il Grande Mazinga" sempre della Fabbri.

 

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Le ultime due pagine dell'articolo

 

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